Ma in che mondo viviamo?!?

Cinque minuti fa, mio padre viene in camera mia, e mi riporta una notizia che ha appena sentito al TG, e appena ha finito di parlare, io rimango sdegnato e sconcertato da ciò che mi ha raccontato.Subito mi reco sul sito dell’ ansa, ed in prima pagina trovo un articolo su questo fatto, che riporto qui di seguito:

DISABILE SVENTA BORSEGGIO SU BUS, MA HA INSULTI E BOTTE
ROMA - “Sporco down, malato di mente”. Così Gianluca, un giovane gentile, timido, con un evidente ritardo mentale, si è sentito apostrofare da un borseggiatore che aveva sorpreso a frugare nella borsetta di un’anziana donna su un bus dell’Atac a Roma. Insulti e poi giù un pugno assestato in pieno volto.

Ma in favore del giovane, nell’affollato autobus, pieno di turisti e romani, che copre la tratta tra la stazione Termini ed il centro storico, nessuno pare abbia mosso un dito. Nessuno ha fiatato anzi, qualcuno, avrebbe addirittura censurato il suo comportamento che avrebbe messo a rischio l’incolumità dei passeggeri esposti alla reazione del malvivente, sorpreso con le mani nel sacco, in questo caso nella borsa, e dei suoi compari.

La vicenda e il senso civico del giovane disabile, è stata raccontata da un testimone oculare: un giovane giornalista, lavora nell’ufficio stampa del Ministero delle Politiche agricole. L’unico a bordo della linea 40 che ieri, giorno della Befana, abbia in qualche modo cercato di difendere Gianluca.

“Ero su un autobus dell’Atac, la vettura 224 della linea 40 - racconta Cappeddu - che, partito dalla Stazione Termini, si muoveva in direzione del centro storico. Giunti in Corso Vittorio Emanuele, poco dopo Largo di Torre Argentina un ragazzo disabile, di circa 30 anni di età, con un evidente ritardo mentale ma lucido, dall’aspetto bonario e autonomo dal punto di vista motorio, ha cominciato a gridare indicando un borseggiatore straniero, forse di etnia nordafricana, con le mani nella borsa di una passeggera del mezzo seduta vicina al ragazzo”.

Secondo Cappeddu il malvivente, con l’aiuto di due complici appena si è reso conto di essere stato scoperto, si è scagliato contro il ragazzo. “Lo ha colpito con forza al viso e o lo ha insultato al grido di “sporco down, malato di mente”. “In quel momento sono intervenuto - aggiunge Cappeddu - chiedendo all’autista di fermare la vettura e chiamare i Carabinieri. Il conducente mi ha però risposto che non poteva altrimenti sarebbe stato accusato di interruzione di pubblico servizio e così, appena è giunto alla fermata successiva, ha aperto le porte anteriori. I tre delinquenti sono scesi dal mezzo e scappati via”.

“Nessun altro dei passeggeri presenti è intervenuto - conclude Cappeddu -, anzi, uno di questi mi ha apostrofato in malo modo consigliandomi di farmi gli affari miei”. Poi Cappeddu spiega di essere sceso dall’autobus per accompagnare Gianluca a piazza Navona dove doveva recarsi forse per un giro tra le bancarelle della Befana. “Non gli ho chiesto altro, né le sue generalità. Ha aperto il portafogli, mi ha detto il suo nome e mi ha mostrato un tesserino che accertava la sua invalidità al 100 per 100. Tra le sue cose c’era anche una tessera dell’arma dei Carabinieri e mi ha detto con orgoglio, prima di salutarmi, che il papà indossava la divisa”.

Ci rendiamo conto di dove stiamo andando a finire?Con che coraggio si può dare un pugno sul volto ad un ragazzo down?Ma soprattutto, con quale coraggio si resta senza far niente in una situazione del genere?Sì, perchè il coraggio ci vuole in questo caso, secondo me, ci vuole a non agire, non a fare qualcosa…
Sono sconcertato….
Saluti, Davide.


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